Agility PDF Stampa E-mail
Scritto da eli91   
Sabato 25 Agosto 2007 14:54

Cos’è l’Agility?


L’Agility, oltre ad essere una tra le più importanti discipline cinofile, è soprattutto un bellissimo “gioco” in cui cane e padrone possono sfogare le proprie energie e rinforzare il loro rapporto.
Infatti proprio per la sua vitalità coinvolge e appassiona tutti, grandi o piccoli, cani di razza e meticci.
È il perfetto connubio tra abilità, precisione, velocità e affiatamento.
Proprio per questo è adattissimo per coloro che vogliono interagire maggiormente con il proprio amico a quattro zampe.
Sostanzialmente si tratta di un percorso ad ostacoli (simile a quello per i cavalli) che il cane deve eseguire, nel minor tempo possibile e senza penalità, seguendo i comandi  gestuali, vocali o posturali del conduttore che corre con lui.
Proprio per questi motivi e necessario che all’interno del binomio vi sia una sintonia e un’intesa pressoché perfetta.
L’agility è uno sport vivace e frizzante che non deve assolutamente dare spazio a moti di ira,  anzi deve essere un modo divertente per passare un po’ di  tempo con il proprio cane.

La storia


L’Agility dog nasce in Inghilterra nel 1977, durante il “Crufts Dog Show”, una tra le più importanti esposizioni internazionali di cui tutti abbiamo sentito parlare. In questa occasione, gli organizzatori Peter Meanwell e John Varley, dopo la consueta gara di Obedience, hanno dovuto provvedere a colmare una lunga pausa, prima dell’inizio dei giudizi finali.
Ispirandosi ai concorsi ippici, misero in campo un percorso ad ostacoli eseguito dai cani…fu così che nacque l’agility.
Questo “gioco” riscosse grande successo presso pubblico e ciò portò alla decisione di farne una vera e propria disciplina-cinofila, perfezionata e diffusa, in particolare, da due grandi cinofili inglesi: Peter Lewis e John Gilbert (foto).
L’Agility inizialmente rimase molto legata all’ambito delle esposizioni, ma con l’aumento degli appassionati e dei praticanti, durante gli anni 80 raggiunse l’apice delle più importanti discipline cinofile. Il suo successo non si fermò qui… infatti ben presto anche i Paesi del Nord Europa (Olanda, Belgio, Francia, Germania…)  si accostarono a questo sport, facendone un loro punto di forza.
In Italia, questa bellissima disciplina arrivò in tempi molto recenti, intorno al 1989, grazie soprattutto ad alcuni storici club piemontesi (GARU, CCT, ACUV) e pian piano conquistò tutta la penisola.
In questi anni iniziarono anche le prime dimostrazioni e le prime gare.
Questa disciplina, tuttavia, non era ancora riconosciuta ufficialmente: infatti fu necessario attendere il 1990 perché l’ E.N.C.I. la riconosca ed entri nella Federazione Cinofila Internazionale (FCI).
Inizialmente l’Italia non ebbe un ruolo rilevante nelle prime competizioni a livello internazionale e mondiale...ma con il passare del tempo, con gli allenamenti e tanta tanta passione, finalmente è riuscita a portare a casa dei prestigiosissimi risultati. Si ricorda per esempio il secondo posto ai mondiali di Losanna del 1996, per non parlare poi del 2004 , quando la nostra squadra large (composta da Bertuletti & Cruz, Orlandi & Luna e Buffoni & Indi) conquista un bronzo sudatissimo ed Ezio Bertuletti che si piazza al terzo posto assoluto nell’individuale.
Di certo le soddisfazioni non si fermeranno qui: questa disciplina riscuote sempre maggior successo, infatti è uno sport che coinvolge e appassiona immediatamente non solo chi la pratica ma anche il semplice pubblico infiammando gli animi e i cuori.

 

Le regole 

L’agility è uno sport cinofilo aperto a tutti i cani, sia di razza che non.

Non tutti i percorsi sono uguali, né per ostacoli né per difficoltà. Infatti si dividono principalmente in percorso di Agility e Jumping, a seconda vi siano o no gli ostacoli con le zone di contatto (spiegheremo i dettagli). 

Inoltre vi è una successiva divisione secondo la difficoltà, che combacia con l’esperienza del binomio, le classi sono:

  • Agility/Jumping 1 o primo brevetto
  • Agility/Jumping 2 o secondo brevetto
  • Agility/Jumping 3 o terzo brevetto
 

Ogni binomio parte dal primo brevetto. Per passare al successivo è necessario che vengano conquistati 3 ECC. NETTO in agility in gare ufficiali (i risultati infatti verranno segnati nell’apposito libretto solo quando risultano senza errori o penalità accompagnati da una specie di pagellina, simile al giudizio scritto delle esposizioni) almeno di due giudici diversi. Per raggiungere il terzo brevetto è necessario eseguire 3 percorsi ECC. NETTO in agility e conquistare il podio (non ha importanza se 1°-2°-3° posto) e vale il giudizio sempre di almeno due giudici differenti. Approdati al terzo livello i cani di razza possono aspirare alla conquista del CAC se gara nazionale o al CACIAG se in internazionale. Per fare ciò è necessario aver conseguito il 1° posto in combinata. La combinata è la somma dei tempi dell’agility e del jumping della giornata, che è necessario aver conseguito come ECC. NETTO. (la cosa è assai ardua! Ma non impossibile!) 

I risultati vengono attribuiti secondo questa tabella: 

    Per le prove, le qualifiche sono le seguenti
    0 penalità Eccellente netto
    Da 0 a 5,99 penalità Eccellente
    Da 6 a 15,99 penalità Molto buono
    Da 16 a 25,99 penalità Buono
    Da 26 penalità Non classificato

 

I titoli dell’agility: 

 

  • Campione Italiano di Agility:

          3 CAC in gare ENCI e almeno MB in esposizioni nazionali, internazionali o raduni di razza.

Ogni anno l’ENCI organizza una prova valida per l’assegnazione del titoloni Campione Italiano Assoluto per tutte e tre le categorie (small, medium, large)

  • Campione Internazionale di Agility:

    2 CACIAG conseguiti in due diversi Paesi con due differenti esperti giudici in un periodo minimo di un anno e un giorno e MB in esposizione internazionale riconosciuta dalla FCI. 

N.B. I titoli acquisiti non consentono l’iscrizione in classe lavoro nelle esposizioni. 

 

Prima di montarsi la testa bisogna sapere …

 

Le taglie 

I cani vengono divisi in tre categorie in base all’altezza al garrese:

  • Small o mini:  inferiore ai 35 cm;
  • Medium: da 35 a 45 cm;
  • Large: superiore a 45 cm.
 

Il percorso 

Per ogni categoria di cani i percorsi variano non per disposizione degli ostacoli, ma per altezza dei suddetti, angolazione (i large necessitano di “spazi” e “lunghezze” maggiori), TPM e TPS.

La disposizione degli ostacoli inoltre è frutto della fantasia del giudice, che comunque deve calibrare giustamente le difficoltà a seconda dei brevetti.

In ogni caso il percorso deve prevedere almeno due cambi di direzione, in Agility 1 non più di tre passaggi su ostacoli con zone di contatto e in Agility 2 e 3 non più di quattro, mentre le disposizioni della ruota o pneumatico e del salto in lungo devono permettere un approccio rettilineo.

In genere un percorso può variare in lunghezza tra i 100 e i 200 metri. 

Cosa sono TPM e TPS?!?! 

Anche se le sigle possono un po’ spaventare, indicano semplicemente i limiti di tempo entro cui è necessario eseguire il percorso, nello specifico:

  • TPS (Tempo Percorso Standard), si calcola in funzione della difficoltà della prova, in metri al secondo, che si ottiene dividendo la lunghezza del percorso per la velocità che avrà deciso il giudice.
  • Il TPM ( Tempo Massimo per il Percorso) viene solitamente ottenuto raddoppiando il TPS e indica appunto il limite di tempo in cui è concessa eseguire la prova…pena eliminazione.
 

Sul campo… 

Quando ci si appresta ad affrontare un percorso di agility è necessario prima di tutto fare la ricognizione, ossia memorizzare la sequenza di ostacoli, riflettere su come impostare le nostre azioni, come incitare il cane in determinati passaggi, riprovare le successioni difficili…il tutto in 7-8 minuti. Ovviamente senza il nostro amico, ma in presenza di una trentina di persone…se non di più…un caos infernale! 

Prima dell’inizio delle gare non è possibile fare nessuna sorta di allenamento sul percorso. Tutti i partecipanti avranno un proprio numero di gara, che dovrà esser ben visibile, e dovranno presentarsi nel pre-“ring” alla chiamata.

 

Quando giunge il proprio turno, il conduttore entra in campo con il cane, lo posiziona sul resta (seduto, a terra, in piedi, down…) dietro la linea di partenza, attende il fischio del giudice, toglie il guinzaglio e qualsiasi tipo di collare (anche gli antiparassitari!), si posiziona… e via!

Il conteggio del tempo parte quando il cane supera il primo ostacolo azionato dalle fotocellule o a mano.  

Durante la prova, da regolamento, non sarebbe possibile avere alcun tipo di premio in mano né in tasca...né avere oggetti che possano caderci (fazzoletti, palline, crocche…) pena l’eliminazione.

Il conduttore deve accertarsi di seguire scrupolosamente il percorso, non toccare il cane né gli ostacoli, che non puo’ evitare né saltandoli via né passandoci sotto e, naturalmente, non incorrere in penalità o rifiuti. 

Il cronometraggio si ferma quando il cane avrà superato l’ultimo ostacolo. A fine percorso il padrone rimette il guinzaglio al suo “quattro zampe” ed esce ordinatamente dal campo. 

Gli ostacoli

La FCI riconosce i seguenti ostacoli: salto in alto, castello o viadotto, salto in lungo, pneumatico o ruota, passerella o ponte, bascula o sisso, palizzata o muro, tavolo, slalom, tunnel rigido, tunnel morbido o sotto. Ora li vedremo nei dettagli.

 

N.B. Quando si parla di zone di contatto si intendono quelle fasce colorate diversamente presenti in alcuni ostacoli. Queste hanno una grande importanza e spesso rappresentano un problema per i nuovi conduttori, perché sono posizionate all’inizio e alla fine dell’ostacolo, per cui, spesso e volentieri, per la velocità dell’animale, vengono letteralmente saltate via. Quando il cane affronta questo tipo di ostacolo,dovrebbe toccare queste zone almeno con una zampa, perché l’esecuzione sia considerata corretta.

  • saltoIl salto in alto: può essere singolo o doppio, in questo ultimo caso le stecche sono posizionate in ordine crescente la prima più bassa e la seconda dell’altezza consueta. La posizione varia per gli small tra i 25-35 cm, per i medium tra i 35-45 cm e per i large tra i 55-65 cm. Il cane li deve superare senza che faccia cadere la stecca.
 
 
  • Il viadotto o castello: ha le stesse regole del salto singolo e puo’ avere la forma di un castello costituito da due torri che racchiudono un “pezzo” di muraglia che puo’ avere un passaggio nel mezzo, come fosse un portone.
 
  • muroIl muro: È uno di quegli ostacoli con le zone di contatto. Consiste in una palizzata che il cane deve superare toccando le zone.
    

 

  • Il ponte o passerella: Il secondo ostacolo con le zone di contatto e  consiste in un ponte formato da tre parti una ascendente, una rettilinea e una discendente, con il passaggio molto più stretto di quello che è il muro, circa la metà.

 

 

  • ruotaLa ruota o pneumatico: consiste in un ostacolo circolare attraverso cui il cane deve passare (come nella foto). All’inizio possono esserci difficoltà in quanto il nostro amico potrebbe prenderlo saltando esternamente al pneumatico, ma con un po’ di pratica tutto si risolve!
 
 
  • Il salto lungo: è un ostacolo che il cane deve compiere, non saltando in alto ma appunto in lungo, senza abbatterne alcuna componente.

 

 

  • slalomLo slalom: forse uno degli ostacoli più difficili, costituito da dodici paletti che il cane deve affrontare entrando da destra (sempre) e in tutta velocità. Penalità: se il cane entra dalla parte opposta o presso il secondo paletto o più avanti è rifiuto, mentre se esce mentre lo stava eseguendo dopo esser entrato correttamente è penalità.
 
 
  • Il tavolo: ostacolo, ormai sempre più raro. Il cane deve salirci sopra da uno dei tre lati più vicini dal punto di arrivo (nel caso lo aggirasse e salisse al contrario 5 punti di penalità e un rifiuto) e rimanervi fermo per 5 secondi in qualsiasi posizione. Se il cane lascia il tavolo prima del termine del tempo verrà penalizzato e dovrà restarci per altri 5 secondi (altrimenti pena l'eliminazione all'ostacolo successivo).

 

  • Il sisso o bascula:  è l’ultimo ostacolo con zone di contatto, forse il più difficile da eseguire per il cane poiché deve salirci, superare l'asse di oscillazione, attendere che la bascula tocchi terra, scendere lungo questa, toccare la zona e ripartire.
 

 

  •  Il tubo morbido e rigido: sono dei tunnel, uno di cui con a termine un telo scuro. Soprattutto con questo ultimo il cane potrebbe trovare delle difficoltà perché  non vedendone l’uscita potrebbe impaurirsi.. ma appena scoprirà che non c’è nulla di cui preoccuparsi, diventerà il suo ostacolo preferito! 

 

 

I cambi 

I cambi consistono in movimenti corporali che indicano al cane di cambiare la sua traiettoria e sono:

  • Cambio dietro o areoplanino: è un cambio difficile soprattutto perché viene usato con cani molto veloci. La tecnica consiste nel cambio di posizione e di mano conduttrice rispetto al cane, senza voltarsi verso di esso…un cambio, per così dire, alla cieca.
  • Cambio braccio: è molto utile per i tratti lunghi in rettilineo in cui si utilizza per chiudere con più sicurezza la traiettoria al cane evitando perdite di tempo.
  • Cambio Pivot: è il cambio per eccellenza maggiormente utilizzato nelle gare, consiste nel ruotare su sé stessi, rivolgendosi verso il cane, questo per chiudergli la visuale verso un ostacolo molto vicino, che però non è previsto dalla sequenza di percorso. La difficoltà sta nel non perdere di vista il cane e rischiare di non riuscire a controllarlo.
  • Il gira: è un cambio difficoltoso che il cane non riesce fin da subito a realizzare con scioltezza. Si utilizza soprattutto con i cani veloci, quando, ad esempio, il conduttore, rimasto più indietro rispetto al suo ausiliare, lo invia verso un ostacolo e con l’altro braccio lo richiama verso un ostacolo adiacente a quello appena eseguito, facendogli cambiare direzione e verso.

Penalità, errori e rifiuti. 

In un qualsiasi percorso vengono attribuite due tipi di penalità: sul percorso e per il superamento del TPS.

Gli errori sul percorso possono essere: la caduta di uno degli elementi dell'ostacolo prima del passaggio del cane all'ostacolo successivo, le zone di contatto non fatte.

Sono quelle imprecisioni che per quante siano non comportano l’eliminazione.

I rifiuti invece, sono molto più gravi, infatti al terzo di questi si viene eliminati, tali sono: gli arresti davanti all'ostacolo, il cane che non è più in movimento,  gli scarti laterali per evitare l'ostacolo, il superamento dell'ostacolo per il quale il cane sia obbligato a frullare (girare su sé stesso), il salto nella cornice del pneumatico,  il cane che supera il salto in lungo camminando, il cane che mette la testa nel tunnel e poi si ritira,  l’entrata sbagliata dello slalom….

Se il cane commette un rifiuto è necessario riportarlo sull’ostacolo e ripeterlo, pena l’eliminazione se si prosegue con il percorso. 

Altri errori che comportano l’immediata squalifica: scorrettezza verso il giudice, brutalità verso il cane (con la voce, con i gesti), superamento del TMP, tre rifiuti sull'insieme del percorso, sbagliare la sequenza degli ostacoli o dimenticare un ostacolo,  superamento dell'ostacolo dalla parte sbagliata o contraria, il conduttore che attraversa un ostacolo passandoci sopra o sotto, o che aziona il contatore elettronico sul tavolo, che tiene qualcosa in mano o che riporta il cane sulla linea di partenza dopo che il cane stesso l'ha superata (salvo su ordine del giudice), oppure il cane porta un collare, il conduttore si arresta nel mezzo del percorso senza ordine del giudice o il cane si distrae, lascia il terreno o non è più sotto controllo.

Altri errori non riportati saranno risolti dal giudice. 

Detto questo auguro a tutti un buon lavoro e buon divertimento in compagnia del vostro cane!
 
 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Maggio 2008 08:09 )