|
Hermione è il mio primo Cocker Spaniel Inglese: una femminuccia tricolore roano, nata il 17 luglio 2006, a Bologna, da mamma Isotta (Ch. Charbonnel Storm'n'Norman x Francinis' Dearcharisse) e da papà "Golfino" meglio noto come Secorcan Antes Muerto Que Sencillo.  Hermione è la seconda cuccioletta da sinistra, completamente bianca, non fosse altro per quelle sue bolle rosse già tanto evidenti e che ne avrebbero caratterizzato l'espressione, da "sempre accigliata". Uno dei primi ricordi che ho di Hermione è stato lo "sciopero della sete" che cominciò a fare già intorno ai 3 mesi: in pratica, dovevo toglierle l'acqua perchè ne beveva quantità enormi che le impedivano di imparare anche a gestire i suoi bisogni fisici. Lo sciopero della sete aveva inizio non appena toglievo la ciotola dalla cucina. Hermione, offesissima della cosa, andava a sedersi esattamente li, al posto della ciotola, e non mollava la postazione finché non rimettevo la ciotola -possibilmente colma d'acqua- al suo posto. Inizialmente, non è stato dato il giusto peso alla cosa, ma d'altro canto è difficile accorgersi di un cane malato, se il suddetto cane dimostrava una salute invidiabile, una grandissima voglia di vivere, nonché fame e crescita nella norma.  Certo, adesso che ci ripenso, ricordo anche che fu estremamente facile insegnare alla piccola a fare la pipì a comando: a qualsiasi ora del giorno e della notte le veniva proposto di farla, lei rispondeva con entusiasmo. Al compimento dei 6 mesi, Hermione comincia a manifestare i primi sintomi della Nefropatia (che, per inciso, solo adesso riusciamo a decifrare in modo esatto): anoressia, vomito, feci non ottimali. Fatti i controlli di rito, non siamo riusciti a trovare nulla nelle analisi che potesse ricondurre ad eventuali malattie, per cui abbiamo provato a cambiarle la pappa, con un mangime per cani adulti meno proteico. Con questo cambio, Hermione smise di rimettere la notte e le feci migliorarono, ma da quel momento in poi, non dimostrò più particolare interesse per il cibo. Mangiava solo se veramente affamata, in quantità limitate ed era capace di saltare il pasto anche per 5 giorni consecutivi. Anche qui, si pensò ad un problema di "vizio", e abbiamo seguito una linea dura (o questo, o ciccia!) ma con scarsissimi risultati. La mancanza di appetito era una delle cose che mi mettevano più in ansia: Hermione a 9 nove mesi, benchè fosse bella e felice, era decisamente poco cresciuta strutturalmente rispetto ad altre sue "coetanee". Ma ciò poteva anche non voler dire nulla: ci sono cani che maturano prima, altri dopo, poteva essere semplicemente una cucciola un pò lenta, e le sue partecipazioni in esposizione con ottimi risultati, ci incoraggiavano a maturare il pensiero che fosse una cagnetta dalla crescita lenta. Dai 9 mesi in poi, la linea dura cominciò ad essere deleteria per la piccola Hermi: da 11 kg, diventò di 9 kg scarsi, e da lì, non li ha mai più recuperati. La faccenda pipì inoltre, si fece più evidenti. Spesso e volentieri Hermi cominciò a non trattenere più di tanto la pipì, e la cosa sembrò giustificata dall'alimento secco unito a grosse quantità di acqua che Hermione "tracannava" tutti i giorni. Per scrupolo, pensando ad un problema ai reni a 11 mesi, Hermione ha fatto gli esami della funzionalità renale e sono usciti tutti nella norma. La crescita intanto si era arrestata ai 9 mesi, Hermione sembrava sempre una eterna cucciolotta. Le vacanze estive erano alle porte; ormai il fatto che Hermi fosse un pò "pisciona" era assodato, e abbiamo adottato una serie di piccoli accorgimenti, come farla uscire di più e allestendo una piccola toilette dove Hermione potesse liberarsi quando avrebbe ritenuto il numero di uscite non sufficienti. Proprio l'inserimento delle traversine nel nostro tran-tran quotidiano, ha permesso l'accensione delle prime spie d'allarme: la pipì di Hermione, anche al primo mattino, quando dovrebbe essere più scura perchè più concentrata, era sempre estremamente chiara, ricordava solo vagamente il colore giallo. In certe occasioni, la pipì era quasi acqua. Da lì, appena tornati dalle vacanze estive, ho deciso di farle fare nuovamente un biochimico completo insieme all'analisi delle urine. Risultato? Io che speravo che non uscisse nulla di particolare, come le prime analisi fatte a giugno, vengo chiamata dal mio veterinario, giustamente perplesso anche lui per questi risultati che mi dice di passare in ambulatorio perchè la mia cucciola (aveva 14 mesi) aveva una chiara insufficienza renale. Su consiglio del veterinario, abbiamo immediatamente fatto una ecografia, dalla quale la situazione dei reni era ancora sotto controllo: volume e tipo erano assolutamente nella norma. Abbiamo cominciato a darle il mangime Renal e per un mese le cose sembravano andare bene. L'appetito era aumentato e crocche ed umido Renal per Hermi erano una vera squisitezza. La malattia di Hermi non mi dava pace, non riuscivo a farmene una ragione, non capisco quale possa essere la causa, soprattutto se fosse stata batterica. Riprendendo vecchi appunti sulla nefropatia familiare del Cocker e cercandone affannosamente di nuovi su Internet, scopro che la sintomatica è del tutto simile a quella mostrata dalla mia piccola, ma che è uguale per ogni tipo di malattia renale. Con l'aiuto del mio allevatore e caro amico, Luigi Zappoli, siamo riusciti a trovare il modo per accertarci delle eventuali cause genetiche implicate nella sfortuna della piccola Hermione. Abbiamo mandato un cytobrush di Hermione, della mamma e del fratellino al laboratorio Antagene per test, arrivato in laboratorio il 24 Ottobre 2007. Qualche settimana dopo, in laboratorio è arrivato anche il prelievo del padre. Siamo a novembre 2007, rifacciamo le analisi e la situazione sembra migliorata. Arriva però una telefonata dalla Francia, che mi conferma la positività di Hermione alla malattia, e la condizione di portatori sani per la mamma e il fratellino. Due giorni dopo, la conferma che anche il papà è un portatore sano. Da quel momento in poi, la nostra vita non è stata più la stessa. Abbiamo sperato fino all'ultimo che il test non confermasse l'ipotesi di nefropatia familiare visto l'esito infausto e la progressione inesorabile della malattia, per la quale ripeto, non esiste cura né terapia. Già è impossibile farsi una ragione di perdere il proprio cane così giovane, quando ancora non ha avuto modo nemmeno di farsi una corsa sulla neve, ma sapere come e di cosa questo cane morirà è veramente una cosa logorante. Hermione comincia a peggiorare ma la sua voglia di vivere è ancora presente se stimolata in modo adeguato. Mangia poco, trema sempre avendo perso la capacità di termoregolarsi (necessitando di un cappottino imbottito anche per la vita casalinga) e diventa ipertesa per via delle medicine che prende per i reni. Siamo al 5 dicembre 2007, è tempo di una nuova ecografia. La nostra speranza, avendo letto qua e là che gli ACE inibitori rigenerano i tessuti renali rallentando la progressione dell'insufficienza renale, era che facendo l'ecografia, i reni della Hermi risultassero in condizioni stabili e che ciò le consentisse di vivere con noi per qualche altro anno ancora. Invece purtroppo, l'ecografia di Hermione è una cosa terribile, con segni decisi di displasia renale, cose che si vedono e che non si dovrebbero vedere, ispessimento dei tessuti e...l'ecografista, ci ha purtroppo detto che Hermione ha davanti a sé 2, 3 mesi di vita al massimo e che la progressione di questa malattia è completamente indipendente dalle medicine che le somministriamo. Come dire, non ci rimane nemmeno l'accanimento terapeutico. Solo il trapianto potrebbe salvarle la vita, se si fosse trovato un donatore compatibile (ovvero un povero cane sano che senza scelta doveva essere privato del suo rene sano). Ma il trapianto non permette al cane operato di vivere poi una vita completamente normale; se non ci fosse stato rigetto, il cane avrebbe dovuto combattere per tutta la vita con le infezioni, prendendo immunosoppressori per tutta la vita e facendo una vita estremamente riposata, visto che quello che per i cani normali è un malessere passeggero, per i cani che hanno subito un trapianto è mortale. E la mia piccola Hermione, così piena di voglia di vivere, di fare salti, corse, tuffi nelle pozzanghere e la sua vita spericolata non sono compatibili con questa situazione. Oltre al problema etico del cane donatore che comunque avrei adottato, non voglio pensare di fare vivere la mia piccola in una bella boccia di cristallo, come se fosse un canarino. Preferisco farle vivere queste ultime settimane che le restano facendole fare e mangiare quello che più le piace, è tutto quello che è nelle mie possibilità. Hermione è l'unico caso conosciuto di nefropatia familiare in Italia o quanto meno, è l'unico caso che abbia avuto una rilevanza pubblica e che sia stato geneticamente confermato. Proprio per questo motivo non so quello che mi aspetta, non so quanto soffrirà la mia bambina, e non è facile vivere con una sentenza di condanna a morte sulle spalle. Di sicuro, questa storia ha confermato le mie idee, un pò estreme forse, ma sicuramente attuabili per la salvaguardia di ogni razza canina: se i test per le malattie genetiche sono disponibili, è bene farli e informare il pubblico sui risultati dei propri cani, evitando accuratamente di mettere in riproduzione i portatori sani (i malati ovviamente sono esclusi anch'essi, ma una femmina malata ad esempio non è fisicamente in grado di avere anche solo il calore fisiologico e probabilmente non arriverà mai all'età e alla maturità per potersi accoppiare) perchè i portatori sani sono una mina vagante. Chi non conosce la razza, non conosce le malattie che la caratterizzano, o chi si ferma alla riflessione che un cane portatore accoppiandosi con un cane sano non genererà prole malata è una cosa vera, ma è una visione superficiale del fenomeno. Per la legge di Mendel, un cane sano ed un cane portatore daranno origine ad un 50% della loro cucciolata portatrice sana ( il concetto vale sia per la Nefropatia Familiare che per la PRA ); adottando solo questo accorgimento, presto ci saranno in circolazione un gran numero di cani portatori che se non testati, potranno incontrare molto facilmente un altro portatore, facendo nascere ancora cuccioli malati come la mia Hermione. Usare i portatori sani può avere un valore cinotecnico solo per soggetti dalle eccelse qualità, avendo però cura di monitorare la discendenza dei portatori sani sterilizzandoli o affidandoli a persone di fiducia capaci di non compiere accoppiamenti avventati. Il test è disponibile per l'Europa dal dicembre 2006, quindi non avremmo mai fatto in tempo a salvare la cucciolata di Hermione. Ma ora, sarebbe da strafottenti non testare i cani e continuare a farli accoppiare senza controlli, ciò vorrebbe dire avere più interesse per il proprio portafogli che per il Cocker Spaniel Inglese. C'è chi dice che eliminando i portatori dal parco genetico andremmo a tagliare una larga parte dei cani in circolazione (cosa falsa visto che i carrier di FN sono statisticamente tra il 10% e il 15%), ma da qualche parte si deve pur cominciare se si vuole lavorare tenendo conto della salute dei cani e poi di quanto essi possono vincere negli show. Lei ci ha dato la forza per cominciare a mettere un grosso punto sulle malattie genetiche, creando questo sito per informare tutti i proprietari, allevatori, appassionati di Cocker Spaniel di questa malattia schifosa in modo da combatterla giorno per giorno, cercando di svegliare le coscienze individuali e appellandoci al senso di responsabilità e di amore per la vita stessa, in modo che il sacrificio di Hermione non sarà vano, ma potrà invece essere stata l'origine della lotta alla Nefropatia permettendo di salvare la vita di tanti cuccioli innocenti. Live Forever Hermione.
|